
Dopo il corteo, l'invasione a Palazzo Tursi di chi è contrario alla costruzione della Moschea nel quartiere Lagaccio.
di Alberto Rosselli
SI VA AL REFERENDUM ?
Non c'è pace, ma sembra neanche dialogo, per la discussione sulla costruzione della moschea a Genova. La proposta di un referendum come in Svizzera, l'opzione del quartiere Lagaccio per la sua costruzione, la più recente ipotesi di costruirla in porto: a nulla sono serviti.
Ieri pomeriggio un nuovo momento di forte tensione durante il Consiglio Comunale a Palazzo Tursi, i cui lavori sono stati più volte sospesi dal presidente Giorgio Guerello che ha negato l'inserimento della discussione del tema della moschea nell'ordine del giorno. La decisione ha fatto infuriare i consiglieri della Lega Nord e della Destra, oltre che i circa cento abitanti della zona Lagaccio che, con cartelli polemici e proteste a suon di fischietti e slogan contro la costruzione della moschea, hanno ulteriormente reso incandescente il clima.
La maggioranza dei cittadini è rimasta confinata fuori dal palazzo del consiglio, controllata a vista dalle forze dell'ordine: la situazione ha ulteriormente inasprito gli animi di chi considerava un proprio diritto assistere alla seduta. Bruno Ferraccioli, responsabile organizzativo a livello regionale della Lega Nord, sostiene l'impossibilità della moschea al Lagaccio, quartiere in cui, prosegue, non sono stati fatti investimenti di nessun tipo negli ultimi anni.
Preoccupato del clima infuocato è l'imam Hussein: "Le elezioni regionali si avvicinano - ha dichiarato - e c'è chi soffia sul fuoco delle polemiche. La gente islamica che vive a Genova da vent'anni ora ha paura come non mai". L'imam ha invitato tutta la popolazione di Genova a un dibatitto che si terrà il 20 gennaio per confrontarsi, cattolici e musulmani, in modo civile. l'invito sarà raccolto?
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